Non insegnate ai bambini


Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

GiorgioGaber

Semplice non facile


La letteratura è innamoramento continuo della vita. Innamorarsi, non come si intende spesso questo termine, come semplice porsi (o essere posti) inizialmente nella condizione amorosa, ma nella sua accezione profonda, capace di contenere anche la durata: stare, collocarsi stabilmente nella condizione amorosa (in-amorarsi). In fondo qui sta il problema di chiunque non sorrida più: avere smesso di essere inn-amorato. Sì, innamorato della vita, con le sue luci e le sue ombre. Innamorato di tutta la vita, stabilmente... E’ semplice. Non facile.

Alessandro D'Avenia, "Bianca come il latte, rossa come il sangue"

Da leggere ad alta voce 3


Val la pena che il sole si levi dal mare
e la lunga giornata cominci? Domani
tornerà l’alba tiepida con la diafana luce
e sarà come ieri e mai nulla accadrà.
L’uomo solo vorrebbe soltanto dormire.
Quando l’ultima stella si spegne nel cielo,
l’uomo adagio prepara la pipa e l’accende.

C.Pavese, Lavorare stanca, sezione ‘Paternità’

Da leggere ad alta voce 2


Non c’è cosa più amara che l’alba di un giorno
in cui nulla accadrà. Non c’è cosa più amara
che l’inutilità. Pende stanca nel cielo
una stella verdognola, sorpresa dall’alba.
Vede il mare ancor buio e la macchia di fuoco
a cui l’uomo, per fare qualcosa, si scalda;
vede, e cade dal sonno tra le fosche montagne
dov’è un letto di neve. La lentezza dell’ora
è spietata, per chi non aspetta più nulla.

C.Pavese, Lavorare stanca, sezione ‘Paternità’

Da leggere ad alta voce 1


L’uomo solo si leva che il mare è ancor buio
e le stelle vacillano. Un tepore di fiato
sale su dalla riva, dov’è il letto del mare,
e addolcisce il respiro. Quest’è l’ora in cui nulla
può accadere. Perfino la pipa tra i denti
pende spenta. Notturno è il sommesso sciacquìo.
L’uomo solo ha già acceso un gran fuoco di rami
e lo guarda arrossare il terreno. Anche il mare
tra non molto sarà come il fuoco, avvampante.

C.Pavese, Lavorare stanca, sezione 'Paternità'

Pena


In una vaga disperazione il vento
si dibatteva disumanamente.
Gocce di sangue annerendosi
si gemmavano sulle labbra d'ardesia.
E uscì, a isolarsi nella notte,
vedova la luna.

Vladimir Vladimirovich Mayakovsky (Влади́мир Влади́мирович Маяко́вский

La prima cosa



La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
e` il tuo sorriso giovane, sei tu.

Nicola di Bari (Michele Scommegna)

La tua vita è la tua vita


La tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c’è luce.
forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l’hai.

Bukowski

A tutte le donne


Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.

Alda Merini

Genese V

Correre sull'acqua: un'illusione?

Al principio la parola diede la sua origine al padre.

Un fantasma, nient'altro esisteva al principio: il Padre toccò
un'illusione, mise la mano su una sostanza misteriosa. Niente
esisteva. Con l'operazione di un sogno nostro Padre Nai-mu-ena
preservò il miraggio nel suo corpo e rifletté lungamente e pensò
profondamente.

Nulla esisteva, neppure un bastone per puntellare la visione: nostro
Padre attaccò l'illusione al filo d'un sogno e lo preservò con
l'aiuto del suo soffio. Sondò per toccare il fondo dell'apparenza ma
non c'era nulla. Nulla esisteva.

Allora il Padre esplorò una volta ancora il fondo del mistero.
Attaccò il vuoto dell'illusione al filo del sogno e c'appiccicò la
sostanza magica. Poi lo catturò con l'aiuto del suo sogno e
l'impugnò come un bozzolo di cotone greggio.

Poi colse il fondo del miraggio e picchiò sopra diverse volte, prima di
sedersi infine sulla terra sognata.

L'illusione-di-terra era ormai sua e sputò più volte la sua saliva su
di lei, cosi' che le foreste potessero crescere. Poi si distese sulla
terra e la copri' col tetto del cielo. Essendo il proprietario della
terra, dispose sopra di essa il cielo blu e bianco.

Nel frattempo, seduto alla base del cielo, Rafu-ema,
l'uomo-che-conosce-le-storie, ardeva lungamente e creò questa storia,
cosi' che noi possiamo sentirla sulla terra.

Indiani Uitoto, Colombia
da: Jerome Rothenberg, Les Techniciens du sacré, José Corti

Sostanze


Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

tratto da "La tempesta" William Shakespeare

Una città da usare solo come imbarco


A volte spazzerei via tutti gli ostacoli che mi separano dal mare. Via, via, una vela e via; una città da usare solo come imbarco [...] in questo luogo-rifugio che Dio ha messo in fondo al Mediterraneo solo per rimescolarvi ogni tanto acqua e aria col suo mestolo terribile, la Bora

Paolo Rumiz

Ovunque proteggi


Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello...

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l'incanto.

E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
sei meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.

Vinicio Capossela

Autunno


(Nota: nessuna post-produzione è stata operata, immagine creata in fase di scatto con il movimento dell'obiettivo zoom)

Camminante



...
e voglio restar quieto
e sognar disperso
sognar che stiamo noi due soli
e nel mare aperto...

Vinicio Capossela

Ti propongo il mare e il cielo


T'amo per questo ti propongo il mare,
e ancora
T'amo per questo ti propongo il cielo
da sempre
t'amo
vivrei talvolta in un deserto
ma t'amo t'amo t'amo t'amo ...

da Lettera per te, Piero Ciampi

Ombre


SCIPIONE: E come dev’essere immonda la tua solitudine!
CALIGOLA: (esplodendo di rabbia, si getta su di lui, l’afferra per il collo e lo scuote) La solitudine, sì, la solitudine! La conosci tu la solitudine? Sì, quella dei poeti e degli impotenti. La solitudine? Quale solitudine? Ma non lo sai che non si è mai soli? E che dovunque ci portiamo addosso tutto il peso del nostro passato e anche quello del nostro futuro? Tutti quelli che abbiamo ucciso sono sempre con noi. E fossero solo loro, poco male. Ma ci sono anche quelli che abbiamo amato, quelli che non abbiamo amato e ci hanno amato, il rimpianto, il desiderio, il disincanto e la dolcezza, le puttane e la banda degli dei! (lo lascia e torna al proprio posto) Solo! Ah, se soltanto potessi godere la vera solitudine, non questa mia solitudine infestata di fantasmi, ma quella vera, fatta di silenzio e tremore d’alberi — sentire tutta l’ebbrezza del flusso del mio cuore. (Seduto, colto da una stanchezza improvvisa) La solitudine! Ma no, Scipione. La solitudine risuona di denti che stridono, chiasso, lamenti perduti.

Caligola, Albert Camus

29 settembre


Seduto in quel caffè
io non pensavo a te....
Guardavo il mondo che
girava intorno a me...
Poi d'improvviso lei
sorrise
e ancora prima di capire
mi trovai sottobraccio a lei
stretto come se
non ci fosse che lei.
Vedevo solo lei
e non pensavo a te...
E tutta la città
correva incontro a noi.
Il buio ci trovò
vicini
un ristorante e poi
di corsa a ballar sottobraccio a lei
stretto verso casa abbracciato a lei
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che lei.
Mi son svegliato e
e sto pensando a te.
Ricordo solo che,
che ieri non eri con me...
Il sole ha cancellato tutto
di colpo volo giu' dal letto
e corro li' al telefono
parlo, rido e tu.. tu non sai perchè
t'amo, t'amo e tu, tu non sai perchè
parlo, rido e tu, tu non sai perchè
t'amo t'amo e tu, tu non sai perchè
parlo, rido e tu, tu non sai perchè

Mogol Battisti

Rimani foglia del mio pensiero


Svegliatevi, che in questi occhi
del sud e in questo cantare
io vi porto tutto il mare.
Guardatemi: passa il mare.

Rafael Alberti, da: Poesie

Abbracci d'albero


Quando il mio ultimo giorno verrà dopo il mio ultimo sguardo sul mondo,
non voglio pietra su questo mio corpo, perchè pesante mi sembrerà.
Cercate un albero giovane e forte, quello sarà il posto mio;
voglio tornare anche dopo la morte sotto quel cielo che chiaman di Dio.

Ed in inverno nel lungo riposo, ancora vivo, alla pianta vicino,
come dormendo, starò fiducioso nel mio risveglio in un qualche mattino.
E a primavera, fra mille richiami, ancora vivi saremo di nuovo
e innalzerò le mie dita di rami verso quel cielo così misterioso.

Ed in estate, se il vento raccoglie l'invito fatto da ogni gemma fiorita,
sventoleremo bandiere di foglie e canteremo canzoni di vita.
E così, assieme, vivremo in eterno qua sulla terra, l'albero e io
sempre svettanti, in estate e in inverno contro quel cielo che dicon di Dio

"L'albero e Io" di Francesco Guccini

Entra nel cielo del Sud


Vieni, entra e coglimi, saggiami provami...
comprimimi discioglimi tormentami...
infiammami programmami rinnovami.
Accelera... rallenta... disorientami.

Cuocimi bollimi addentami... covami.
Poi fondimi e confondimi... spaventami...
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami... ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domani, sgominami poi sgomentami...
dissociami divorami... comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra... riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.

Patrizia Valduga

Non potho reposare


Non potho reposare, amore e coro,
pensende a tie so donzi momentu.
No istes in tristura, prenda 'e oro,
ne in dispiaghere o pensammentu:
t'assicuro chi a tie solu bramo,
ca t'amo, forte t'amo, t'amo e t'amo.

(ascolta la grande dichiarazione d'amore interpretata da Andrea Parodi)
NON POTHO REPOSARE 
(Salvatore Sini - Giuseppe Rachel)

Dubbio d'amore


“Chissà se l’amo? - È un dubbio che m’accompagnò per tutta la vita e oggidì posso pensare che l’amore accompagnato da tanto dubbio sia il vero amore.”
La coscienza di Zeno, Italo Svevo

Impressioni di settembre


Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.

Premiata Forneria Marconi (PFM)
Mogol - Pagani - Mussida (1971)

Scapigliato


Questa casta, vero pandemonio del secolo; personificazione della follia che sta fuori dai manicomi; serbatoio del disordine, della imprevidenza, dello spirito di rivolta e di opposizione a tutti gli ordini stabiliti - io l'ho chiamata - la Scapigliatura [...] La Scapigliatura è composta da individui di ogni ceto, di ogni condizione, di ogni grado possibile della scala sociale. Proletariato, medio ceto e aristocrazia; foro, letteratura, arte e commercio; celibato e matrimonio, ciascuno vi porta il suo contingente, ciascuno vi conta qualche membro d'ambo i sessi; ed essa li accoglie tutti in un complesso amoroso, e li lega in una specie di mistica consorteria, forse per quella forza simpatica nell'ordine dell'universo attrae fra di loro le sostanze consimili.

1862, "La scapigliatura e il 6 Febbraio" di Cletto Arrighi.

Sulla strada


«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati.»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare. »

Jack Kerouac - Sulla Strada

Stare e riposare


Stare e riposare può solo chi ha il cuore che batte tranquillo,
mentre il viandante sopporta fatica e disagio in una speranza sempre tradita.
Solo il saggio sa costruirsi la felicità;
per me è meglio cercare e non trovare mai,
invece che legarmi stretto e caldo a ciò che è vicino,
perche anche nella felicità sulla terra,
davvero, posso solo essere ospite e mai cittadino.

La felicità - Hermann Hesse

La costruzione di un amore


La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare

tratto da "La costruzione di un amore" di Ivano Fossati

Lighea


Ricorda, quando sarai stanco,
quando non ne potrai proprio più,
non avrai che da sporgerti sul mare e chiamarmi:
io sarò sempre lì e la tua sete di sonno sarà saziata

tratto da "La Sirena" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Dì tutta la verità ma dilla obliqua

26 luglio 2010, notte di luna piena in mare

Di’ tutta la verità ma dilla obliqua -
il successo è nel cerchio -
sarebbe troppa luce per la nostra
debole gioia
la superba sorpresa del vero -
Come il lampo è accettato dal bambino
se con dolci parole lo si attenua -
così la verità può gradualmente
illuminare – altrimenti ci accieca -

Poesia n.1129 Emily Dickinson

Tell all the truth but tell it slant -
Success in Circuit lies
Too bright for our infirm Delight
The Truth’s superb surprise
As Lightning to the Children eased
With explanation kind
The Truth must dazzle gradually
Or every man be blind -

Preghiera al caso

Da sinistra a destra: Caffè, Cappuccino, Latte

Possa tutto mutare e non mutarci;
che i nostri cambiamenti siano identici,
le nostre morti simultanee.
Dev’essere un dolore intollerabile
sentir cessare la felicità.

"Preghiera al caso" di J.Rodolfo Wilcock

Bella ma morta

Autobus cubano

Gli uomini che sanno qualcosa di sè, che vivono e si vedono vivere, si dividono in due grandi categorie: quelli che sanno che la ricchezza è morta ma bella e quelli che sanno che è bella ma morta. Tutto sta nel ruotare di due parole intorno a un "ma"

tratto da Candido di Leonardo Sciascia

Lucha de libertad


Tarperanno le nostre ali
Estirperanno corde vocali
Amputeranno dita
Cancellaranno lettere dalle tastiere
Bruceranno alberi di carta.

Ma il nostro cervello non lo potranno resettare.

Liberi di pensare sempre
Spenti solo se morti.

Daniele Verzeetti, Rockpoeta

Faces


Io mi posso permettere quel lusso di essere abbandonato, anche se io abbandonato non sono mai, io sono soltanto solo per poter vivere in una solitudine popolata di pensieri, perché io sono un po’ uno spaccone dell’infinito e dell’eternità e l’infinito e l’eternità forse hanno un debole per le persone come me.

"Una solitudine troppo rumorosa" Bohumil Hrabal

Mirror


I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro.

"The Shadow of the Wind" Carlos Ruiz Zafón

Lèggere le nuvole


Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

tratto da "Le nuvole" di Fabrizio De Andrè

Città vecchia


Qui tra la gente che viene che va
dall'osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l'infinito
nell'umiltà

Tratto da "Città vecchia" di Umberto Saba

Il mondo delle ombre



La caverna delle idee

Per chi intraprende cose belle, é bello soffrire, qualsiasi cosa gli tocchi (Platone)

Morire è un'arte


Morire
É un’arte, come ogni altra cosa.
Io lo faccio in un modo eccezionale.

Io lo faccio che sembra come inferno.
Io lo faccio che sembra reale.
Ammetterete che ho la vocazione.

Sylvia Plath

AQVA





In cielo, in mare, in terra
aqva
agua
acqua:
Vita

Si muovono e colorano

Stelle inseguitrici

E' tutto pronto

La natura prepara la vita