Genese V

Correre sull'acqua: un'illusione?

Al principio la parola diede la sua origine al padre.

Un fantasma, nient'altro esisteva al principio: il Padre toccò
un'illusione, mise la mano su una sostanza misteriosa. Niente
esisteva. Con l'operazione di un sogno nostro Padre Nai-mu-ena
preservò il miraggio nel suo corpo e rifletté lungamente e pensò
profondamente.

Nulla esisteva, neppure un bastone per puntellare la visione: nostro
Padre attaccò l'illusione al filo d'un sogno e lo preservò con
l'aiuto del suo soffio. Sondò per toccare il fondo dell'apparenza ma
non c'era nulla. Nulla esisteva.

Allora il Padre esplorò una volta ancora il fondo del mistero.
Attaccò il vuoto dell'illusione al filo del sogno e c'appiccicò la
sostanza magica. Poi lo catturò con l'aiuto del suo sogno e
l'impugnò come un bozzolo di cotone greggio.

Poi colse il fondo del miraggio e picchiò sopra diverse volte, prima di
sedersi infine sulla terra sognata.

L'illusione-di-terra era ormai sua e sputò più volte la sua saliva su
di lei, cosi' che le foreste potessero crescere. Poi si distese sulla
terra e la copri' col tetto del cielo. Essendo il proprietario della
terra, dispose sopra di essa il cielo blu e bianco.

Nel frattempo, seduto alla base del cielo, Rafu-ema,
l'uomo-che-conosce-le-storie, ardeva lungamente e creò questa storia,
cosi' che noi possiamo sentirla sulla terra.

Indiani Uitoto, Colombia
da: Jerome Rothenberg, Les Techniciens du sacré, José Corti